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Curiosità
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13 febbraio 2011
moda
La morte del dittatore.

"Attenzione, il seguente articolo non istiga alla violenza ma alla riflessione. Solamente nei regimi dittatoriali vengono perseguite le idee di persone perchè diverse, strane o apparentemente violente. La violenza è un'energia ma il nemico più grande da "abbattere" è dentro noi setssi, il nostro disinteresse e la nostra inerzia. LOVE & PEACE!!!" Billy Blue

C'era una volta, in un paese chiamato Italia, un dittatore chiamato Berlusconi.
Aveva il controllo dei principali mezzi d'informazione ed era riuscito a dividere il suo popolo in due fazioni. I COMUNISTI che lo volevano, secondo lui, vedere morto e i BERLUSCONES che lo ossannavano come un santo... un misto di persone che comprendeva criminali, servi e ricchi industriali che facevano affari con lui e anche quella parte del popolo che, informandosi sul mainstream lo vedevao come casto, pio e puro o una macchietta simpatica.

Un giorno incominciò una guerra, partita da coloro che non sopportavano il tiranno e dovevano subirne tutti i giorni la composta violenza perchè stufi di essere chiamati comunisti e perchè il tiranno, dopo tutti i suoi affari sporchi lavati con leggi fatte su misura per lui, non poteva più coprisi da un affare particolarmente sporco: sfruttamento della prostituzione minorile.



Link: Berlusconi Processi

Ma lo scontro non durò a lungo e il tiranno cadde nel giro di poche ore: alla maggior parte della gente non importava più niente di lui poichè avevano scoperto un mondo molto più grande attorno a loro, attraverso la libertà più assoluta avevano riscoperto anche la SCELTA delle regole e del dialogo (compreso l'ascolto) per evitare conflitti e abusi. 

Volete sapere perchè e come cadde esattamente il tiranno?

Ma nel modo più naturale del mondo: la sua stessa bramosia di essere il migliore, possedere tutto e il suo disinteresse per il popolo (non i Comunisti o i Berluscones, ma parlo di TUUUTTO il grande popolo dell'Italia) lo avevano portato a credere di essere invulnerabile, invincibile ed infallibile. Ma la sua natura di essere umano lo aveva portato a fare errori. Troppi errori. Grossi errori. Il più grave dei quali fu quello di credere di poter controllare tutto. Le leggende a questo punto sono infinite su come effettivamente sia caduto, o fuggito, o eliminato e sostituito dagli stessi uomini corrotti che lo avevano costruito, o esiliato, o incarcerato, o ucciso, o qualuque altra cosa vi passi per la testa.

Ancora oggi, ci sono persone che rivedono in lui un modello positivo o negativo. E poi c'è il resto dell'umanità.
Quell'umanità che dimentica, che non conosce e che vuole andare sempre avanti.
E secondo me fu propio quest'umanità che, insensibile alle tematiche morali, ai tiranni come ai giusti, sorpassò a tal punto quel povero disgustoso vecchio pervertito spegnedolo per sempre in quella sua tomba.

La sua tomba si chiama ventunesimo secolo. Il ricambio continuo annulla qualsiasi cosa impedisca la sopravvivenza. E per l'Italia sopravvivere divenne in quelle ore assolutamente necessario.

Non importa se fai cose belle o cose brutte. Prima o poi ne paghi le conseguenze. Il fatto di aver diviso gli Italiani per classi, richezza, locazione non ha minimamente influito sui loro figli o sui loro nipoti.

A giudicare Berlusconi ci penseranno i suoi coetanei, i giudici e Dio (se ci credete).

A noi noi serve un mondo diverso, magari migliore, e ci serve subito. Prima di diventare come loro, o come lui.

Questa storia insegna soprattutto che il problema non è l'ordine politico o economico che il mondo deve avere o quale leader, il problema è che la maggior parte delle persone non vede e non sente gli altri. E finchè non risolviamo questa cosa e non impariamo ad essere liberi ma ad accettare anche la libertà altrui diventeremo come chi, nel bene o nel male, sta soffocando la nostra possibilità di esistere.

Vivere non è solo sopravvivere. Vivere è qualcosa di molto più naturale ma infinitamente più complesso.

Se avete capito di cosa parlo vi verrà voglia di ascoltare racconti, raccogliere informazioni, condividerle, disegnare, comporre musica, vedere o girare films, coltivare piante, fare l'amore, leggere fumetti e via di questo passo...
Se non avete capito ma volete fare comuque queste cose sappiate che siete salvi: non siete ancora troppo vecchi per cambiare il mondo e avete un bagaglio culturale che vi aiuterà a resistere a qualsiasi tirannia... siete liberi.

P.S.

Per poter vivere bene non è solo necessario liberarsi da chi impone il propio pensiero, ma anche da coloro che hanno paura degli altri e delle culture diverse. Se volete abbattere dittatori, razzisti, estremismi e fondamentamentalismi politici o religiosi il primo passo è MAI AVERE PAURA.
Non sarete mai soli se siete tolleranti, educati e capaci di ascoltare. MAI!

P.P.S.

A proposito d'inerzia, avete notato come Berlusconi sia timido e preferisca non intromettersi negli affari di quel criminale di Ghedaffi, suo caro amico d'affari? Ha paura a condannare APERTAMENTE quell'uomo? Uno che dà ordine di uccidere la propia gente così alla leggera è un volgarissimo assassino. E chi tace è suo complice.



Link: Berlusconi & L'amico Genocida Ghedaffi.
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